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DA VEDERE A CHAMPORCHER

LA TORRE MEDIEVALE, a pianta quadrata, è sorta su iniziativa dei signori di Bard nell’XI secolo. I Savoia, succeduti ai Bard nel dominio della vallata nel 1242, la fecero interamente ricostruire nel 1320, in seguito ai danneggiamenti che aveva subito nove anni prima, durante battaglie tra gli abitanti di Champorcher e quelli della Valsoana. Durante la ricostruzione, l’edificio fu ricoperto di scandole di legno, arricchito da merli a coda di rondine e fortificato con una lunga cinta muraria; al suo interno si costruì un camino e una latrina aggettante. E’ probabile che la torre non sia mai stata abitata, ma abbia avuto funzione di difesa e di collegamento visivo con il castello di Bard.

IL MULINO DELLA
FAMIGLIA DANNA

I mulini antichi si trovavano vicino ai corsi d’acqua, per utilizzarne l’energia necessaria a far funzionare le macine che trasformavano i grani di cereali in farina. Ancora oggi, nella località chiamata le Moulin si trova un mulino originale con due macine, e vari annessi: segheria, mola, maglio e mantice per lavorare il ferro, una “pesta”, struttura con macine perpendicolari per “pestare” vari semi come l’orzo o il farro. Poco distante vi erano altre macchine, sempre alimentate dall’energia dell’acqua, come un frantoio per minerali (Moulin de l’or), e un follatoio per panni ( nel villaggio del Parier).

LA TESSITURA DELLA CANAPA
Tra le figure professionali tipiche di Champorcher, vi erano quelle legate alla trasformazione delle fibre di canapa: i pettinatori di canapa, di solito uomini, che praticavano come itineranti anche nelle vallate contigue e talvolta anche all’estero, e i tessitori, sia uomini sia donne. Generalmente tutte le famiglie avevano nella stalla un telaio costruito su misura. Recentemente è stata restaurata una stalla in un antico edificio, che da sempre ospitava il telaio completamente in legno. Questo strumento di lavoro costituisce ormai un unicum in tutto l’arco alpino, con la sua tecnologia arcaica di lancio manuale della navetta (attrezzo in legno contenente il filo della trama da intrecciare all’ordito sistemato sul telaio). Nei pressi dell’ecomuseo ha sede la Cooperativa Lou Dzeut dove si tesse ancora la tela di canapa, da cui si ricavano pregiati manufatti .